Dal 28 aprile al 24 maggio, un’installazione multimediale diffusa che connette simultaneamente il Museo del Corallo e l’aeroporto algherese. Progettata dal Conservatorio di Sassari nell’ambito di MUSIC4D, l’opera utilizza l’intelligenza artificiale per trasformare il movimento dei visitatori in un gesto rigenerativo, in grado di ridare vita a barriere coralline virtuali in un’esperienza sensoriale unica.
PALERMO, 24 aprile 2026 – Esiste un filo invisibile che, da martedì 28 aprile, unirà il cuore storico di Alghero al flusso costante del suo scalo aeroportuale. Non si tratta di un semplice collegamento geografico, ma di un ecosistema digitale distribuito che prende il nome di “Remote Decay”. L’opera, nata dall’ingegno della Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio Luigi Canepa di Sassari, rappresenta uno dei traguardi più innovativi di MUSIC4D, l’imponente progetto finanziato dal PNRR che vede otto Conservatori tra Sicilia e Sardegna collaborare con l’Università di Palermo e l’Università della Calabria per ridefinire i confini della produzione artistica contemporanea attraverso le nuove tecnologie.
“Remote Decay” va oltre la performance multimediale, configurandosi come atto di coscienza poetica nei confronti di uno degli ecosistemi più fragili del pianeta: le barriere coralline. Mentre nella realtà l’innalzamento delle temperature e l’impatto antropico condannano i coralli a una lenta erosione, all’interno di questa installazione il rapporto tra uomo e natura viene capovolto. Lo spettatore, attraverso i propri movimenti, cessa di essere un agente di disturbo per trasformarsi nel motore della rinascita: ogni gesto, catturato da sensori e rielaborato in tempo reale da sofisticati algoritmi di AI, infonde nuova vitalità all’ecosistema virtuale, rendendo ogni singola esperienza unica e irripetibile.
Il funzionamento tecnico dell’opera è il frutto di un lavoro di ricerca curato da un team di professionisti, guidato dai docenti di musica elettronica Riccardo Sarti, Walter Cianciusi, Roberto Musanti e l’ex studente Alfredo Puglia. Alla base della composizione vi sono registrazioni sottomarine reali di barriere coralline in via di estinzione; queste “particelle” di suoni e immagini, testimoni della decomposizione naturale del corallo, vengono rigenerate dagli stimoli ricevuti dal pubblico. La vera rivoluzione risiede nella natura distribuita dell’installazione, resa possibile dalla sinergia con SOGEAAL per la gestione dell’Aeroporto Riviera del Corallo, e con la Fondazione Alghero per il Museo del Corallo. Le due sedi sono connesse via internet, creando un dialogo costante in cui le azioni di un passeggero in attesa al terminal possono influenzare l’ambiente sonoro di chi si trova nel silenzio del museo, sottolineando come ogni azione individuale abbia ripercussioni su scala globale.
“Con Remote Decay abbiamo voluto dimostrare come l’AI sia un vero e proprio ‘organismo digitale’ capace di empatia verso la natura. – sottolinea il M° Riccardo Sarti, docente del Conservatorio di Sassari e coresponsabile del progetto – Il nostro obiettivo era ribaltare il paradigma del danno ambientale: nell’installazione, l’essere umano smette di essere la causa del degrado della barriera corallina per diventare l’unica fonte della sua rigenerazione. La sfida tecnica più affascinante è stata la natura distribuita dell’opera. Grazie alla connessione tra l’Aeroporto e il Museo del Corallo, abbiamo creato un ponte invisibile dove il gesto di un viaggiatore trasforma il suono e l’immagine per chi si trova nel cuore della città. È un monito poetico: ogni nostra azione, anche la più piccola o distante, ha un impatto profondo sugli ecosistemi fragili che ci circondano. Portare questo esperimento in un contesto pubblico come Alghero significa restituire alla tecnologia una funzione sociale e di risveglio delle coscienze.”
Il progetto, che ha già ricevuto un primo battesimo lo scorso gennaio con l’anteprima presso l’Akademie für Tonkunst di Darmstadt, in Germania, e una seconda scena a febbraio nelle Maldive, si avvale del patrocinio e del contributo video del Parco Naturale Regionale di Porto Conte. Fino al 24 maggio, residenti e viaggiatori avranno l’opportunità di immergersi in questo scenario immersivo: se in aeroporto la fruizione sarà rapida e adattiva ai flussi del viaggio, al Museo del Corallo di via XX Settembre il pubblico potrà dedicarsi a un’ispezione più lenta e consapevole. Con “Remote Decay”, MUSIC4D ribadisce che l’innovazione tecnologica, quando guidata dalla sensibilità artistica dell’Alta Formazione, può diventare un linguaggio universale capace di risvegliare le coscienze e di ridare un senso alla nostra appartenenza al mondo naturale.
INFO
L’installazione sarà visitabile dal 28 aprile al 24 maggio 2026 presso l’Aeroporto Riviera del Corallo e il Museo del Corallo di Alghero. Per approfondimenti è possibile consultare il seguente sito: https://www.conservatorio.sassari.it/Post/view/-9223372036854773203 Museo del Corallo di Alghero
Via XX Settembre 8 – 07041 Alghero (SS)
Sito: https://museialghero.it/museo-del-corallo/